La riforma della giustizia
Altro mantra, altro flop… Citiamo i fatti: la mancata separazione delle carriere (chi si ricorda della storiella dell’”avvocato dell’accusa” tipo “Law and order”?); la permanente enorme durata dei processi (in media, secondo
L’efficienza della Pubblica amministrazione
Molta agitazione del Ministro Brunetta, che poteva essere francamente risparmiata.
Secondo il Dipartimento per le politiche dello sviluppo (notizia pubblicata nell’estate di quest’anno) occorrono 10 anni e 8 mesi per realizzare una grande opera pubblica dalla progettazione alla conclusione; secondo il Presidente di “Veolia” (intervista al “Sole 24 Ore”) occorrono 7 anni per aprire un termovalorizzatore; il “piano casa” è stato un fallimento (e lo ha dichiarato lo stesso Presidente del Consiglio). Secondo un sondaggio CENSIS fra le imprese del Mezzogiorno (Sole 24 Ore, febbraio 2010), rispetto al 2005, il 63% giudica immutato il rapporto PA-imprese; il 13% migliorato; il 24% peggiorato. Il vicepresidente di Confindustria Trevisani dichiara al Sole 24-0re (23 marzo 2010): “Mi pare stia prevalendo la cultura dell’intralcio…Mesi e mesi per prendere una decisione…[Nelle Regioni e negli enti locali] non c’è nessuno spirito e nessuna cultura della velocizzazione”. Significativa anche l’avventurosa promessa di “tagliare” le “auto blu”: il ministro parla di circa 600 mila auto; poi, da un’indagine su circa un quarto delle PA, sarebbe risultato un numero di 120 mila; infine, si sarebbe concluso che le auto di rappresentanza vere e proprie, distinte da quelle di servizio, sarebbero circa 800 … P.S.: poiché il numero delle caselle di posta certificata attivate arriva desolantemente al 50%, sul sito hanno smesso di pubblicare quante ne sono state attivate sul totale delle richieste, come si faceva all’inizio.
Le riforme istituzionali
Bilancio assai magro: la riforma costituzionale (pasticciata) del 2005 è stata respinta ad esito del referendum confermativo nel giugno 2006; in compenso, nella campagna elettorale per il 2008 si promette l’abolizione delle Province, che godono tuttora di ottima salute…