Spiace, da cinèfilo, ricorrere al titolo del film dei Renoir, ma non me ne venivano in mente di più adeguati. Vogliamo controllare che cosa è stato mantenuto, della montagna di promesse e impegni assunti da Silvio Berlusconi in 8 anni di governo negli ultimi 10? Secondo il nostro metodo, fatti, sempre fatti, fortissimamente fatti.
La tassazione
Era stato l’”ordigno fine di mondo”, dal mitico “meno tasse per tutti”. Invece, non si è vista nessuna riforma dell’IRPEF (promessa anche nel “contratto con gli italiani” del 2001); non è stata abolita l’IRAP (pur definita la tassa più odiosa); la pressione fiscale (nel “contratto” ne fu promessa la riduzione sotto il 38%) è attualmente al 43,2%; non c’è stata l’abolizione delle tasse automobilistiche e in compenso c’è stato il rifiuto di abolire il canone RAI (che è davvero la tassa più odiata dagli italiani). Si ripete come un mantra che è stata abolita l’ICI: ora, a parte il fatto che era già stata abolita fino all’importo di 303 euro, le dimensioni dell’abolizione dell’ICI sopra i 303 euro annui sono pari a 2 miliardi di euro su quasi 600 miliardi di all’anno, pari allo 0,3%: la montagna partorì il ridicolo topino... Dal rapporto Mediobanca del 2010 su un campione di 1000 imprese, risulta che il 60% sopporta una pressione fiscale che va dal 40% a punte dell’80%. Tralasciamo la conferma dell’IVA sulla tariffa rifiuti (nonostante la sentenza contraria della Corte costituzionale), l’istituzione dei pedaggi sui raccordi autostradali e altri balzelli… [POSTILLA in data 19 novembre: secondo uno studio della Banca Mondiale ("Paying Taxes 2011"), i tributi e i contributi sociali pesano sulle imprese italiane per il 68,6%, contro una media europea di 44,2% e mondiale di 47,8%. Su 183 Paesi esaminati dallo studio, l'Italia è al 17esimo posto nella graduatoria dei Paesi con la tassazione sulle imprese più elevata).
Le liberalizzazioni
Qui, non si è fatto un passo avanti rispetto alle declamazioni, ma se ne sono fatti parecchi indietro, a difesa dei potentati economici e dei gruppi di pressione. Citiamo: la ricostituzione del monopolio interno dell’Alitalia, il cui debito (circa 4 mld, una parte dei quali costituiva il debito del socio privato) addossato al bilancio, a proposito di “mani nelle tasche degli italiani”; la mancata liberalizzazione dei servizi ferroviari regionali (censurata dall’Antitrust in quanto fa slittare la liberalizzazione del settore fra il 2015 e il 2021) e la permanenza del quasi monopolio nazionale delle FS (causato dalla concentrazione nelle FS del servizio e della proprietà delle infrastrutture); la mancata liberalizzazione del mercato del gas (con il mancato scorporo della rete di trasporto di Snam e il mancato abbassamento del “tetto” antitrust, censurati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas); la timida e frenata liberalizzazione dei servizi pubblici locali (con l’esclusione delle farmacie, del servizio ferroviario regionale e, alla fine, nel regolamento di attuazione, anche dei servizi idrici, e con un regresso nel settore dei rifiuti, per il quale era prima prevista come unica modalità di affidamento la gara, nonché con un ambiguo richiamo al regolamento comunitario che consente la gestione interamente pubblica del trasporto locale); la proroga delle concessioni balneari (nonostante una procedura di infrazione comunitaria) e delle concessioni idroelettriche (censurata dall’Antitrust); l’introduzione di costi minimi (cioè di tariffe minime) nell’autotrasporto (censurata dall’Antitrust); l’accordo con i distributori di carburanti (censurato dall’Antitrust, in quanto, fra l’altro, comporta l’eliminazione del divieto, per Regioni e Comuni, di introdurre regolamentazioni più restrittive della concorrenza, in particolare per quanto riguarda l’uso del self service pre-pay durante l’orario di apertura e la diffusione di impianti completamente automatizzati e viene cancellata anche la norma che vietava agli enti locali di obbligare i nuovi impianti ad assicurare contemporaneamente la distribuzione di carburanti e di metano e/o GPL). Ecco le conquiste di mercato del Governo liberale…