01/05/2008
Il diavolo č un ottimista

“Il diavolo è un ottimista, se pensa di poter peggiorare gli uomini” (Karl Kraus)

L’aforisma potrebbe essere opportunamente corretto sostituendo alla parola “uomini” la parola “italiani”.

Mi attengo all’attualità. Gran dibattito sulle fonti energetiche. Come sempre, si dibatte su ciò che non si fa. Altrove, in genere, su ciò che si fa, o si sta per fare.

Ritorno in grande stile del nucleare civile e giù con neo-nuclearisti (già antinuclearisti militanti) e neo-antinuclearisti (già nuclearisti convinti). Molto profitto per l’editoria e l’industria dei convegni, ottimo tema per riempire i quotidiani fra la fine del campionato di calcio e l’inizio delle Olimpiadi.

Si reclama a gran voce dieci, venti, cento centrali, come noi ragazzi degli anni Sessanta-Settanta invocavamo un pari numero di Vietnam. E si stigmatizza il nostro Paese, nel quale non si prendono mai decisioni difficili, nessuno si assume responsabilità e (quanto meno dal ’22) vincono sempre le minoranze rissose.

Mi propongo di far modestamente progredire l’approfondimento in questo senso. In Italia non si fanno neppure le cose che tutti condividono. Forse è il motivo principale per cui non si fanno quelle che non tutti condividono.

Un paio di esempi, fondati sui fatti, ad onore del “programma”  morale del sito.

Leggo dal “Corriere della sera” di oggi, 30 aprile 2008: nel 2006, la Germania ha prodotto 2000 gigawattore di energia elettrica utilizzando energia solare; l’Italia, 35; 57 volte di meno. In Grecia, sarebbero installati 200 metri quadrati di pannelli solari per la produzione di acqua calda ogni mille abitanti; in Italia, 8. Abbiamo dovuto attendere il 2007 perché divenisse obbligatorio, ai fini del rilascio dei permessi di costruire da parte dei Comuni, il ricorso a fonti alternative per fornire energia alle abitazioni. Intanto, mentre non si fa ciò che tutti condividono, a compensazione dell’inerzia si corre avanti, verso la ormai leggendaria “quarta generazione” di centrali nucleari…

Altra guerra di carta: gli inceneritori di rifiuti. Il dibattito fra “nimbysti” e “lobbysti” è parimenti trasversale (Capanna e Alemanno uniti nella lotta) e acceso. E tuttavia: la raccolta differenziata dei rifiuti, secondo l’ultimo rapporto APAT, si attesta nel Nord Italia al 39,9, al Centro al 20, al Sud al 10,2, con una media nazionale pari ad un assai avaro 25,8. Così, mentre non si fa ciò su cui non tutti sono d’accordo, non si fa nemmeno ciò su cui sono tutti d’accordo.

Successo di pubblico; meno convinta la critica. In ogni caso, domani si replica.

 


 

Comment Script

Commenti

Nome
E-mail (Non verrá mostrata)
Sito web
Titolo
Commento
Per prevenire lo SPAM automatico, ti preghiamo di inserire nella text-box il testo che visualizzi nell'immagine. Il tuo commento verrá inserito solamente se la stringa combacia. Inoltre controlla che il tuo browser supporti i cookie, altrimenti il sistema non riconoscerá il controllo e non ti sará inserito il commento. Grazie.



This comment form is powered by GentleSource Comment Script. It can be included in PHP or HTML files and allows visitors to leave comments on the website.
Loading...