15/05/2009
Io non sono razzista, sei tu che sei negro
La battuta è nota ed usurata, ma può tornare in auge dopo la frase del Presidente del Consiglio: non siamo xenofobi.
Lasciamo al momento perdere la questione del contrasto all’immigrazione clandestina, che è certamente lecita, anzi doverosa, a condizione, tuttavia, che rispetti i diritti costituzionali e internazionalmente protetti delle persone. E salvo che tutto questo fuoco d’artificio, potenzialmente esplosivo in termini di convivenza civile, non sia, come scrive oggi su “la Stampa” Luca Ricolfi (un sociologo che piace molto al centro-destra perché ha scritto un libro in cui argomenta che la sinistra è “antipatica”), l’ultima illusione somministrata dal Presidente del Consiglio.
Non si può peraltro dimenticare che le misure legislative e amministrative fin qui adottate o anche solo proposte non si rivolgono affatto ai soli clandestini, ma anche agli immigrati regolari: l’esclusione dell’attribuzione della social card a chiunque non cittadino italiano, indipendentemente dalla durata della sua permanenza legale nel nostro Paese; l’inasprimento delle norme per l’acquisizione della cittadinanza per matrimonio (l’unica via praticabile nella nostra legislazione sulla cittadinanza, che è fra le più restrittive in vigore in Occidente) e per i ricongiungimenti familiari; l’aumento della tassa sui permessi di soggiorno e la proposta di una fideiussione pari a 10 mila euro per l’apertura di una partita IVA; le misure adottate da alcuni Comuni del Nord-est (Verona, Cittadella) per escludere (in contrasto con le direttive europee e le leggi italiane) dalla residenza gli immigrati. E si può tacere d’altro, come la proposta (ovviamente anch’essa illegale) di quel tal leghista di riservare una quota dei posti sui mezzi pubblici di Milano a non meglio precisati “milanesi” (che vuol dire, presumo, “nati” a Milano, non “residenti” a Milano).
Si tratta di misure chiaramente ostili e intese a peggiorare la condizione dello straniero non perché clandestino, non in quanto egli violi questa o quella norma di legge, ma proprio in quanto straniero.
Ora, la xenofobia è esattamente ciò: avversione verso lo straniero in quanto straniero. Sei tu che sei negro. Appunto.
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