Ancora una volta nella triste vicenda di Eluana Englaro si è rinnovato un abuso culturale: si è data, cioè, come unica morale religiosa, la morale cattolica.
Già a proposito del referendum che si proponeva l'abrogazione di alcune disposizioni della legge n. 40 del 2004, in materia di fecondazione assistita e ricerca sulle cellule staminali, non si è data alcuna pubblicità alle posizioni ufficiali delle Chiese evangeliche (che invitavano ad esprimere quattro "sì" ai rispettivi quesiti) e delle Comunità ebraiche (tre "sì" e un "no", quest'ultimo alla fecondazione eterologa).
Ora, nulla si dice di quanto scrivono le Chiese evangeliche sul loro sito (www.fedevangelica.it), che ritengono la sentenza della Cassazione un atto di "giustizia" e "civiltà" e richiamano la posizione favorevole al cosiddetto "testamento biologico"; nulla della complessa e articolata posizione ebraica, espressa dottamente in un intervento del Rabbino capo di Roma, Rav Di Segni, il quale, fra l'altro, ricorda che "un paziente con attività cerebrale irreversibilmente danneggiata non deve essere sottoposto a cure (come ossigeno o infusioni) che hanno solo il fine di creare una situazione artificiosa di rinvio del decesso; se le cure sono in corso, non vanno però interrotte; e infine se la bombola si vuota o l'infusione finisce, non si è tenuti a metterne di nuove" (http://liberopensiero.blogosfere.it).
Qualcuno ha mai invitato i rappresentanti di queste grandi tradizioni e realtà religiose a parlare in televisione?
E' funzionale al disegno clericale far intendere che l'unico pensiero religioso sia quello cattolico e che chi ha altre convinzioni sia necessariamente un "senza dio". Sarebbe stupefacente per i cittadini e irritante per le gerarchie cattoliche che si sapesse che altri credenti hanno posizioni assai diverse dal Papa.
Come sempre, il modo più efficace per estorcere obbedienza è non far conoscere le idee degli altri. Nei secoli passati, si bruciavano i libri (e gli eretici). Oggi basta spegnere le telecamere.