Alcune inchieste apparse su quotidiani negli ultimi giorni sembrano dettare, ai partiti, al Governo e al Parlamento, un promemoria un po' più rilevante e urgente della definizione della soglia di sbarramento nella eventuale nuova legge elettorale per le elezioni europee.
"Lotta al dolore: l'Italia è ultima" ("Corriere della sera" del 15 luglio). Ogni anno, si scrive, 90 mila malati terminali su 150 mila non vengono curati, o lo sono parzialmente. Nella graduatoria della spesa pro capite annua per farmaci anti-dolore, l'Italia è ventiseiesima nell' ambito dell' Unione europea, cioè ultima. Malta, penultima, spende 4 euro, noi 2,9. Analoga disonorevole posizione occupiamo per la spesa per farmaci oppioidi. Qualche Robin Hood sanitario può fare qualcosa?
"Clochard, ecco i nuovi poveri" ("Corriere della sera del 16 luglio). Una ricerca, curata da Istat, Ministero delle politiche sociali, Caritas e Federazione delle associazioni di assistenza ai senza fissa dimora, stima in 70-100 mila i senzatetto. Emergono verità lancinanti; le cause, uniche o combinate fra loro, sono: per il 43 per cento la disoccupazione di lunga durata; per il 27, l'alcolismo; per il 21 la detenzione carceraria trascorsa; per il 14 la droga; per il 12 il fallimento economico; e, inattesa come una frustata, per il 37 per cento, la seconda delle cause, una delusione affettiva. Al loro posto, potrebbe starci chiunque fra noi.
"Migliaia come Eluana. E l'assistenza è a casa" ("Corriere della sera del 19 luglio). In Italia, si calcolano fra 2800 e 3360 persone con gravi lesioni cerebrali, aventi come esiti gravi disabilità o lo stato vegetativo. Dopo il primo ricovero, solo il 25 per cento viene assistito in strutture specializzate; nel 72 per cento dei casi, si torna a casa o da familiari. Accoglienza o mancanza di alternative? E a casa? Alcune testimonianze parlano di un intervento delle ASL di due ore al giorno, ed è una fortuna; altre di due ore alla settimana. Comunque, con pesanti spese per le famiglie, spesso, quasi sempre non abbienti. Ma, da noi, nessuna legge sul "testamento biologico" e, in compenso, poca assistenza. Si registrano perlatro molte bottiglie d'acqua sul sagrato del duomo di Milano.
"Friuli: alcol, la strage silenziosa" ("la Repubblica" del 21 luglio). 36 milioni di italiani sarebbero forti consumatori di alcol, 9 avrebbero problemi di alcolismo, 34 mila sono morti di alcol nel 2007 (972 di droga, ma l'oppio non è evidentemente una produzione nazionale, come tale da tutelare...), il 50 per cento degli incidenti stradali è causato dall'alcol. Eppure la comunità di San Patrignano produce vino e uno dei suoi estimatori, attualmente Presidente della Camera, ha ripetuto che, a differenza di una canna, "un bicchiere non fa male". Peccato non ci sia la tessera per il razionamento e chiunque possa ammazzarsi come crede.
L'elenco potrebbe continuare. Ad esempio, semplicemente testimoniando con un numero le condizioni delle nostre carceri, in cui, dal 1990 al 2007, si sono suicidati 907 detenuti.
Ecco, per la ripresa autunnale dell'attività politica, nella gran baraonda di quelli che "il federalismo fiscale contro Roma fannullona", oh yeah... che "l'immunità parlamentare ci protegge dai magistrati bolscevichi", oh yeah... che "il premierato forte e il bicameralismo imperfetto", oh yeah... che "colpa della globalizzazione e dell'11 settembre se il pil non cresce e le tasse non calano", oh yeah... che "Veronesi è venduto alle multinazionali del plutonio", oh, yeah... che "lo sport è sano anche se qualcuno che si dice tifoso ma non è tifoso", oh yeah... nella gran baraonda, qualcuno ci pensa?
Grazie.