03/06/2008
Il gallo canta anche il giorno in cui finisce in pentola (Stanislaw Lec)

E' notizia di oggi l'attentato terroristico alla rappresentanza diplomatica danese in Pakistan, che ha causato otto morti. L'interpretazione non è univoca, ma consente alcune riflessioni a distanza di anni dagli interventi militari in Afghanistan e Iraq.

Gli interventi non hanno arginato il terrorismo islamistico. Gli attentati si sono succeduti, da Madrid a Londra e, seppure con minor risonanza da noi, visto che non toccavano l'Europa, nei Paesi la cui politica estera non è ostile nei confronti dell'Occidente: Egitto, Turchia, Arabia Saudita. Bin Laden non è stato catturato, Al Qaeda e la sua rete in franchising vivi e vegeti.

Gli interventi non hanno nemmeno consentito il containment delle forze islamistiche radicali: Hamas ha vinto le elezioni a Gaza, Ahmadinejad in Iran, Hezbollah è massicciamente presente nel governo libanese, le Corti islamiche controllano metà della Somalia, i Talebani numerose province afghane (non solo al confine con il Pakistan).

Ma c'è anche di più, se non di peggio, ed è il prezzo che stanno pagando le democrazie occidentali nelle guerre al terrorismo internazionale. I governi statunitense e britannico hanno mentito ai cittadini di quei Paesi e all'opinione pubblica internazionale circa la disponibilità di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, corrodendo uno dei fondamenti del regime democratico.

E c'è il baratto fra sicurezza e rispetto dei diritti umani, come dimostrano i casi di Guantanamo e Abu Grahib e, in modo meno cruento, il caso Saber che oggi occupa molte cronache. Il caso, cioè, di un cittadino tunisino accusato di terrorismo e detenuto in Italia che, contro la pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo, sarà espulso perché, scaduti i termini di custodia cautelare, il Governo italiano ha dichiarato di essere in possesso di prove della sua pericolosità attuale e pertanto lo restituirà alla Tunisia, dove rischia di essere sottoposto a trattamenti contrastanti con le norme internazionali.

Al di là di singole specifiche valutazioni dei casi, l' "età dei diritti", come Bobbio battezzò la nostra epoca, la modernità occidentale, sembra avviarsi a una dolorosa e inattesa contrazione.

Scrive Zygmunt Bauman su "la Repubblica" di oggi: "La quantità e dimensione, la visibilità e l'invadenza di tali dispositivi [i dispositivi di sorveglianza], bastano a creare e alimentare un'atmosfera da 'fortezza assediata' e una forma mentis da emergenza permanente". Da quanto ricordo, le fortezze assediate, da Alesia a Masada ad Alamo, finiscono per cadere.

Perciò, quando ascolto l'amministrazione americana e i suoi epigoni affermare "in Iraq stiamo per vincere", mi viene in mente l'acre aforisma di Stanislaw Lec: "il gallo canta perfino la mattina in cui finisce in pentola".

 

Comment Script

Commenti

Nome
E-mail (Non verrá mostrata)
Sito web
Titolo
Commento
Per prevenire lo SPAM automatico, ti preghiamo di inserire nella text-box il testo che visualizzi nell'immagine. Il tuo commento verrá inserito solamente se la stringa combacia. Inoltre controlla che il tuo browser supporti i cookie, altrimenti il sistema non riconoscerá il controllo e non ti sará inserito il commento. Grazie.



This comment form is powered by GentleSource Comment Script. It can be included in PHP or HTML files and allows visitors to leave comments on the website.
Loading...