Come era facilmente prevedibile, al punto che perfino io l'avevo previsto, l'apprendista stregone ha perso il controllo della ramazza impazzita. Ieri, a Roma, sono stati aggrediti a sprangate tre negozianti, due indiani e un cingalese, colpevoli di essere immigrati.
Sul "Corriere della sera" di oggi viene pubblicata un'intervista a Roberto Fiore, capo di "Forza nuova", il quale snocciola l'armamentario ideologico tanto in voga: "gli italiani sono esaperati", "la gente non ne può più" (fu il commento del ministro per le riforme istituzionali dopo l'aggressione al campo rom di Ponticelli), "quando ci si sente accerchiati, ci si difende", "l'immigrazione è possibile solo con altri europei, simili a noi e di religione cristiana" (fu la proposta dell'on. Buttiglione, fatti salvi, pare, i romeni...). Leggo su "la Repubblica" la seguente dichiarazione del ministro dell'interno: "Episodi di questo tipo talvolta sono alimentati dai delitti commessi dai clandestini" (per cui, sembrerebbe comprensibile sprangare i negozianti...).
Intanto, l'assessore alla scuola del Comune di Roma cancella dalle mense scolastiche i menu etnici, in favore dei piatti regionali italiani (mi chiedo: il tè delle cinque e lo champagne sono da considerarsi etnici o si salvano in virtù delle comuni radici giudaico-cristiane?).
Mi vengono in mente le parole di una canzone di De Gregori: "tutti sanno tutto dell'inizio, ma nessuno può parlare della fine".
Poscritto: le indagini relative all'aggressione paiono smentire la pista razzista. Si vedrà al processo. Intanto, nei medesimi giorni, sempre a Roma, il ballerino Kledi Kadiu è stato aggredito fisicamente e con l'epiteto "albanese di merda", nonché invitato, poco cortesemente, a tornare in Albania, e alla mediatrice culturale romena Joana Hotea, scambiata per rom alla fermata dell'autobus, si è cercato di impedire la salita sul bus, al grido rituale di "zingara di merda", "avere capito che non vi vogliamo?". In attesa di smentite.