17/05/2008
L' apprendista stregone

Chi ricorda l'esilarante episodio del film "Fantasia" di Walt Disney, dove Topolino anima spiriti che non riesce a controllare perché non ricorda la parola magica? Il pogrom di Ponticelli è, invero, assai meno esilarante, ma evoca ugualmente la storia dell'apprendista stregone.

Grande parte delle campagne elettorali, politica e amministrative, si è svolta all'insegna della sicurezza, in modo battente, per non dire talvolta ossessivo, insistendo su una asserita emergenza criminale, la cui causa principale sarebbe lo "straniero" (il rom, il romeno, meglio di tutti il rom romeno...), senza il quale, come è noto, l'Italia sarebbe un'Arcadia (p.s.: in Spagna vivono 800 mila nomadi, in Francia 400 mila, in Gran Bretagna 300 mila; il nostro Paese occupa la quattordicesima posizione in Europa, con 160 mila, di cui 90 mila italiani. Eppure, solo da noi è emergenza; forse perché, da noi, ogni problema culmina in emergenza...).

Ora che gli spiriti sono stati destati, fra cacce all'uomo e preannunci di sinistri "commissariati ai rom", chiedo: lo stregone conosce la parola magica? Al momento, parrebbe di no.

Il ministro dell'interno ha provato con: "reato di immigrazione clandestina". Gli hanno spiegato che, in questo modo, bisognerebbe detenere per il processo l'imputato, che ha diritto alla difesa, congestionando carceri già abbastanza affollate e una giustizia penale già abbastanza ingorgata. La prima parola magica parrebbe senza effetto.

Il ministro ha provato con: "chiudiamo le frontiere ai romeni". Gli hanno spiegato che non si può, almeno al momento, poiché la materia della circolazione e del soggiorno dei cittadini comunitari non è di competenza nazionale e va, pertanto, discussa a Bruxelles. Dalle prime reazioni dell'Unione europea, sembra peraltro che non ci sia alcuna disponibilità a modificare la disciplina vigente. La seconda parola magica non sembra avrà effetto.

Il ministro ha provato con: "nessun'altra sanatoria". Si è scatenata un'ira di Dio. Secondo le notizie pubblicate in questi giorni dai quotidiani, numerose migliaia, forse qualche centinaio di migliaia di persone che si dedicano alle cure personali, soprattutto degli anziani, non otterrebbero il permesso a causa della esiguità delle quote di immigrazione e assumerebbero perciò la qualità di clandestine. A questo punto, senza sanatoria, delle due l'una: o il ministro dell'interno fa sul serio, ed espelle a migliaia, decine o forse centinaia di migliaia quelle persone, mettendo in una crisi drammatica altrettante famiglie italiane; o fa finta di niente, non sana i clandestini, ma li tollera per evitare il peggio. Si vedrà. Comunque, pare che anche la terza parola magica non sia in grado di mettere sotto controllo la situazione.

Qualche maghetto di provincia ha tentato il suo piccolo sortilegio adottando ordinanze a somiglianza del sindaco di Cittadella. Poiché erano palesemente illegittime (e non ci voleva un Kelsen per saperlo), il TAR Lombardia le ha sospese. Commento del sindaco di Lecco: "Ecco, quando qualcuno cerca di fare qualcosa di buono per la gente, glielo impediscono".

Paradossalmente, ma non troppo, i nuovi corifei della legalità pare si arrabbino molto a scoprire che ci sono leggi da rispettare. E' seccante che ci siano accordi e direttive comunitarie, è seccante che ci siano giudici. Il modello non sarà mica il leggendario Roy Bean, il cui codice aveva un solo articolo, che recitava: "la legge, al di qua del Pecos, sono io"?

Infine, che cosa succederà, se gli spiriti, ormai risvegliati, non saranno sedati da soluzioni efficaci e in tempi ragionevolmente brevi?

C'è il rischio che l'Unione europea debba nominare un "commissario agli italiani"?

 

 

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